domenica 12 ottobre 2008

l'ira di Giunone e la tempesta parafrasi, solo fino a verso 49

Racconto le guerre e le gesta dell''eroe, che per primo partì da Troia
profugo per volere del destino, venne in Italia alle coste Lavinie,
Enea subì varie peripezie sia sulla terra che quando era in mare a causa dell'ira degli déi ,
soprattutto a causa della antica ira che Giunone provava per lui
e anche per colpa della guerra.
Giunse nel Lazio dove fondo una città e vi portò gli déi,
da questa città derivò la stirpe latina,
fù fondata Albalonga e furono edificate le mura della nuova città;Roma
Oh musa, ricordami le cause
per cui Giunone si è offesa, o perchè, ella, per il suo dolore
costrinse l'insigne uomo per la pietà ad affrontare tutte le disavventure
e ad afforntare tante fatiche?
C'era una città, Cartagine, posseduta dai coloni di Tiro
lontano davanti all'italia e alle foci del tevere;
tale citta era ricca e al tempo stesso ferocissima nelle guerre
Era oltre a Samo, la preferita di Giunone rispetto a tutte le altre terre,
a questa landa, Giunone aveva dato le armi e il suo carro
La déa desiderava, se il destino lo avesse permesso
che questo luogo fosse il regno dei popoli.
Ella sapeva che una stirpe sarebbe derivata dal sangue troiano
che avrebbe distrutto le mura di Tiro
da Troia sarebbe derivato un popolo che avrebbe poi regnato su un vasto territorio e che fosse stato superbo nell’arte delle guerra, avrebbero sconfitto persino la Libia, così dicevano le tre Parche
*(secondo i Greci le Parche avevano il destino degli uomini, una dava, l'altra tesseva e l'ultima spezzava il filo della vita degli uomini e ne decidevano il loro destino)
Giunone odiava profondamente i troiani, sia per le offese alla sua bellezza da parte di Paride (Paride aveva giudicato tra Venere , Minerva e Giunone, la prima come la più bella) sia per le onoreficenze rese a Gaminede, giovane principe troiano che era stato chiamato dagli dei a svolger alcuni compiti.
Per questi motivi tenevalontano dalle coste del Lazio i troiani scampati alla furia dei greci e di Achille, ormai erano ani che viaggiavano, spinti dal volere della dea, per tutti i mari, tutte queste fatiche per dare inizio alle origini di Roma.
Lontani ormai dalla Sicilia, viaggiavano tranquilli a vele spiegate quando Giunone pensò tra se e se: vinta, dovrò abbandonare l’impresa di allontanare dalla coste dell’Italia il re dei troiani?
Si, lo vieta il destino, neanche una dea lo può cambiare ma lo lo può solo ritardare.
Eppure Minerva(Atena) ha potuto bruciare e fatto naufragare le navi dei Greci per colpa del solo Aiace Oileo?(*re dei Locresi) Scagliò dal cielo il fulmne di Giove (Zeus), sfasciò le navi, sconvolse per mezzo dei venti i flutti, e travolta in un turbine, Aiace bruciò e finì comtro la punta aguzza di uno scoglio.
Ed io, sorella e mogliedi Giove, che da molti anni faccio la guerra ad un popolo solo (quello dei troiani), chi mai mi potrà ancora onorare o deporre offerte sugli altari?

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